Dichiarazione Mfe: La guerra in Libia e le responsabilità dell’Europa

marzo 25, 2011

MOVIMENTO FEDERALISTA EUROPEO

SEZIONE ITALIANA DELL’UNIONE EUROPEA DEI FEDERALISTI
E DEL MOVIMENTO FEDERALISTA MONDIALE

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LA GUERRA IN LIBIA E LE RESPONSABILITÀ DELL’EUROPA

Come la crisi dell’euro ha fatto emergere tutte le contraddizioni di una moneta senza Stato, così la
guerra in Libia ha messo in luce quanto sia velleitario e pericoloso pretendere di condurre una politica
estera e militare europea in un quadro di disunione politica.
Certamente l’iniziativa della Francia è servita per risparmiare Bengasi dal massacro. Ma purtroppo, che
il massacro sia definitivamente scongiurato, non lo si può ancora dire.
E questo nonostante la risoluzione dell’ONU abbia riaffermato due importanti principi sovrannazionali:
-la “responsabilità di proteggere” la popolazione civile nei confronti di crimini contro l’umanità commessi
dal governo di Gheddafi. Si tratta di un principio adottato dall’ONU nel 2005 sulla base di un rapporto
del 2001 di una “Commissione sull’intervento e la sovranità statale”, che legittima l’intervento dell’ONU
negli affari interni degli Stati per fare valere principi universali violati da governi oppressivi;
– il deferimento di Gheddafi alla Corte penale internazionale, che è stata creata per sottrarre all’impunità
i grandi criminali che sono alla testa degli Stati.
Nell’era della globalizzazione, l’affermazione di questi principi è sempre più necessaria per fare
rispettare quei valori della convivenza pacifica e democratica a livello internazionale indispensabili a
creare un clima di fiducia e collaborazione fra i popoli. Nel quadro attuale, che ciò sia sufficiente a fare
cadere Gheddafi, nessuno lo può sapere.
L’intervento militare in corso in Libia per instaurare una no fly zone per scopi umanitari da parte di un
gruppo di paesi sotto l’egida delle Nazioni Unite sta infatti assumendo i connotati di una guerra dagli
esiti incerti nel cuore del Mediterraneo, in cui rischiano di uscire sconfitti e indeboliti sia il popolo libico,
sia gli europei, sui quali in ogni caso ricadono le maggiori responsabilità della situazione che si è venuta
a creare.
Finita l’epoca coloniale, nell’ultimo mezzo secolo gli europei non sono stati capaci di contribuire, a
causa delle loro contraddittorie e spesso conflittuali politiche nazionali, a sciogliere i nodi dello sviluppo
economico e democratico dei paesi di questa regione, né sono stati in grado di avviare una reale,
duratura e credibile politica di cooperazione euro-africana sui terreni cruciali della politica energetica,
della sicurezza e della politica estera. Oggi, a causa della loro disunione politica, gli europei stanno
trasformando un’operazione nata per favorire la transizione pacifica alla democrazia in Libia, in un
avventura dagli sviluppi imprevedibili. Una decisione politica multilaterale presa dal Consiglio di
Sicurezza delle Nazioni Unite per proteggere la popolazione civile, continua infatti ad essere interpretata
diversamente dai singoli paesi, in un quadro operativo ancora tutto da definire, e soprattutto al di fuori di
un coerente disegno politico. A causa della pluralità delle organizzazioni internazionali coinvolte – l’ONU,
l’Unione europea, la Lega Araba e la NATO – la coalizione di Stati che partecipa alle operazioni militari
incontra difficoltà a realizzare gli obiettivi definiti dalla risoluzione dell’ONU. In particolare gli europei si
sono divisi prima in seno al Consiglio di sicurezza, poi nella gestione delle operazioni militari, infine nella
NATO. C’è il rischio che sulla crisi libica si innesti la competizione tra vecchie (USA e Russia) e nuove
(in primo luogo la Cina) potenze per affermare o aumentare l’influenza in una zona che storicamente,
economicamente, socialmente e culturalmente era finora stata legata all’Europa.
Sarà possibile nel medio periodo promuovere la pace e lo sviluppo nel Mediterraneo senza una
coerente politica estera e di sicurezza europea? Sarà possibile dotarsi di una simile politica senza un
governo democratico e capace d’agire legittimato a governare dal voto dei cittadini europei? Sarà
possibile fare tutto ciò senza rilanciare il progetto della Federazione europea? Ebbene, la risposta a
ciascuna di queste domande è NO.
Nell’immediato, occorrerebbe mostrare che i Trattati che sono stati sottoscritti non sono carta straccia e
che le istituzioni europee che hanno contribuito a creare servono davvero per promuovere un’Unione
sempre più stretta sul terreno delle politiche economiche, per lo sviluppo, per far parlare con una sola
voce l’Europa. Per questo i governi, in particolare quelli di Francia, Gran Bretagna, Germania e Italia,
cioè dei maggiori paesi oggi coinvolti in questa crisi anche sotto la pressione delle istituzioni, delle
opinioni pubbliche e dei movimenti che si battono per la pace e il rispetto dei diritti umani, anziché
rivendicare un ruolo nazionale nel Mediterraneo, potrebbero e dovrebbero rafforzare la cooperazione fra
loro, e non indebolirla. In prospettiva, per mostrare che esiste davvero la volontà di impostare su basi
nuove le relazioni tra Stati europei e fra questi e il resto del mondo, alcuni paesi, a partire da quelli
dell’Eurogruppo, dove si stanno affacciando all’orizzonte nuove tempeste finanziarie ed economiche,
insieme ai rappresentanti più consapevoli delle istituzioni europee, dovrebbero rilanciare il progetto
politico della Federazione europea, coinvolgendo i cittadini, promuovendo una nuova fase costituente e
superando il metodo intergovernativo nell’affrontare le crisi. (24 Marzo 2011)

Invitation to the Conference

ottobre 25, 2010

YOUTH PARTICIPATION AND ACTIVE CITIZENSHIP

Zagreb, 26-28 November 2010

Dear friends,

The Croatian Youth Network and the National Youth Council of Slovenia are pleased to invite you to participate in a two-day conference ”Youth Participation and Active Citizenship”, which will take place in Zagreb, Croatia, 26-28 November 2010.

The Conference is an integral part of a year-long project ”Youth Policy Backpack” which aims at bringing together youth policy experts across Europe to share knowledge and experiences on youth policy development. The project focuses on fostering cooperation of youth civil society organizations in Europe and disseminating relevant tools and knowledge among youth policy organizations in order to empower their role in building a more democratic and inclusive Europe. The project also contributes to the goals of the International Youth Year.

Our hope is the Conference and the project will have a profound effect on youth policy development in Croatia and Europe. By strengthening organizations’ capacities through exchange of experiences and knowledge, the conference will bring European dimension of youth policy closer to young people and create a sense of ownership over “the European idea”.

Main focus of the conference is the exchange of knowledge and experiences in the areas related to:

  • Active citizenship in Europe – How are young people empowered to become active citizens
  • Youth Policy – Structured dialogue and youth participation
  • Organized youth and cooperation with governments – Co-management in practice

Our aim is to gather 30 participants from across Europe coming from experienced organizations with strong youth policy background, particularly national youth councils.

We invite you to select representatives from your organisation whom you believe can give strong input to the Conference.

We particularly encourage participants to take an active role in the Conference by choosing to be presenters/speakers. If you are interested, please indicate so in the application form. We will contact you in the upcoming weeks to arrange with you all details of your presentation. We expect that you send us a draft of your presentation by 10 November 2010.

The working language of the Conference will be English. All accommodation and travel costs will be covered by the organizers.

All interested are invited to send filled application forms by 24 October 2010 to anamarija@mmh.hr so we can proceed with selection and administrative and technical issues.

Final confirmation and further detailed information will be sent to you by 5 November 2010 along with the detailed programme of the Conference.

Should you need any further information, do not hesitate to contact Ms. Anamarija Sočo at +385 1 4573 937 or by e-mail to anamarija@mmh.hr.

We are convinced that your participation will provide a valuable contribution to the conference and we look forward to hosting you in Croatia.

Per Info:

Segreteria
Forum Nazionale dei Giovani
Via Tagliamento 49, 00198 Roma
Contatti: 06 45476623 – fax 06 99332616
Cell: 331 5057471
skype: forum.nazionale.giovani

info@forumnazionalegiovani.it
www.forumnazionalegiovani.it

Scarica il modulo per partecipare!

Application+Form_Youth+Participation+and+Active+Citizenship

Eurobull: “Lisbona,il nuovo Corpo diplomatico e l’Europa federale”

ottobre 24, 2010

Il post di Roberta Carbone (MFE sez. Torino) su EUROBULL:

http://www.taurillon.org/Lisbona-il-nuovo-Corpo-diplomatico-e-l-Europa-federale

postate commenti e partecipate al dibattito!

Si apre il nuovo anno Mfe!

ottobre 8, 2010

Clicca qui per visualizzare il nostro Volantino!

mfe volantino 2010-2011

Riunione!

settembre 21, 2010

Martedì 21 settembre, ore 18:00, presso il centro polivalente di via baiamonti 22 si terrà un incontro tra tutti i tessarati e tesserandi volenterosi di definire insieme al direttivo l’attività 2010-11 del MFE.

Punti all’ordine del giorno:

1. formazione comitato organizzatore per il congresso nazionale
2. formazione comitato scientifico per l’attività conferenziale
3. strategie di tesseramento per le matricole e la cittadinanza
4. ideazione viaggio-studi 2011
5. varie ed eventuali

Viaggio al cuore dell’Europa

settembre 21, 2010

Il viaggio al cuore dell’Europa inizia con un biglietto Ryanair. Bruxelles sembra distante, eppure è così semplice arrivarci. La meta del viaggio annuale organizzato dal Movimento Federalista Europeo per quest’anno è stata la capitale belga, sede dei principali organi amministrativi dell’Unione Europea, nonché base per molte organizzazioni multinazionali e congressi di ogni tipo. L’affascinante città fiamminga ci ha accolti in una giornata di maggio fredda ma limpida, con il profumo dei gaufres e delle patate fritte nei baracchini a bordo strada. L’ Europa è qui, nelle strade che parlano un brusio di lingue diverse, nelle persone aperte e pronte ad indicarti qualsiasi strada tu voglia chiedere, nel centro economico indaffarato e brulicante di valigette e cravatte, nei grandi edifici in vetro che vogliono parlare alla gente, questa gente europea che non ha ancora capito di esserlo. In Rue Wiertz c’è l’ingresso per i visitatori al Parlamento. I vetri blu della Paul-Henry-Spaak Building riflettono le nuvole grigie di un mattino ventoso. “Trasparenza” è la parola d’ordine dell’UE. A noi piace chiamarla “partecipazione”. Perché come fai a non partecipare, a non sentirti parte di qualcosa, quando puoi startene seduto in tribuna su una poltroncina, le cuffiette con la traduzione simultanea nelle orecchie, a guardare una sessione parlamentare che discute di un intervento comune europeo sulla crisi in Nigeria? Ma prima di sentirsi europei bisogna accorgersi di essere europei.  E in questo viaggio le occasioni sono state tante. Dagli incontri con il portoghese Joao Diogo Pinto, segretario generale dell’European Movement International, alle domande fatte a Christian Wenning, segretario generale dell’Union of European Federalists, sia in vesti ufficiali che dopo, durante un aperitivo conviviale. E quando tutte queste persone, non ultima la segretaria generale della JEF (Jeunes Européens Féderalists) francese di origini iraniane (!), ti fanno capire che l’Europa non puoi aspettarla ma devi costruirla, mattone dopo mattone, europeo dopo europeo, un po’ ci credi. Naturalmente non mancano le visite alle sedi permanenti della Regione FVG e all’Istituto di cultura italiana, per ricordarci da dove siamo partiti. E ancor più vicini a Gorizia ci fa sentire l’aperitivo SID’N’BRUSSELS co-organizzato dall’Assid, in occasione del quale abbiamo potuto ascoltare l’esperienza di tutti gli Alumni di stanza nella capitale. Il 9 maggio, poi, è la festa dell’Europa. L’anniversario della dichiarazione Schumann. Per l’occasione tutte le sedi amministrative dell’UE, quindi Consiglio, Parlamento e Commissione, aprono le porte a visitatori, studenti e turisti. Finiamo per aggirarci in mezzo alle poltrone dei parlamentari, a far domande e a sentire risposte proprio da loro, ci troviamo alla sede della Commissione, nella cabina di un interprete che fa quel lavoro da una vita e che sorride dicendo di fare il mestiere più bello del mondo, scopriamo le politiche di bilancio, le politiche sociali, anche le campagne contro la povertà o per promuovere le colture biologiche. Nel piazzale, intanto, la banda suona la Sinfonia numero 9 di Beethoven. E sopra a tutte le bancarelle, gli stand informativi, le rappresentanze nazionali, sventola la bandiera blu con le dodici stelle. (articolo comparso su Sconfinare Numero 25_Luglio2010)

Elena Bellitto